Divisori per open space

 

In un precedente articolo abbiamo parlato delle tendenze dell’interior design 2022 (clicca qui), tra cui l’originale utilizzo dei divisori negli open space: parliamo di mobili leggeri, scaffali e librerie, pannelli e tendaggi che riescono a separare le diverse aree senza opprimere l’ambiente.

Vediamoli assieme nel dettaglio.

 

Uno tra i tanti elementi che si presta facilmente come divisorio è il 𝐜𝐚𝐦𝐢𝐧𝐨; non va sottovalutato perché una volta posizionato nel mezzo tra due stanze -come una cucina e un salotto, assume un forte tono decorativo, oltre a mantenere la sua caratteristica funzionale: riscaldare gli ambienti.
Si adatta a qualsiasi stile di arredamento anche grazie ai differenti modelli presenti  sul mercato, di dimensioni e materiali vari, così come per la tipologia di installazione.

Utilizzato in questo modo, viene denominato 𝐜𝐚𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐞: può avere un’applicazione libera, quindi non vincolata alle pareti e ai muri circostanti, oppure un’installazione diretta sul pavimento, sul soffitto oppure su un muretto basso che già suddivide gli spazi.

Troviamo il 𝐜𝐚𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐛𝐢𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, che si rivela sempre un’ottima opzione sotto diversi aspetti: infatti rimane aperto sui due lati che si affacciano sulle stanze interessate, permettendo alle fiamme di rimanere visibili da entrambe le angolazioni e riscaldare con omogeneità lo spazioso ambiente dell’open space, come per esempio tra una sala da pranzo e un salotto. Può essere installato liberamente nel mezzo, oppure ad incasso su una parete laterale.
Può anche essere 𝐭𝐫𝐢𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: solitamente installato su un muro perimetrale in modo da formare una penisola, con il fuoco visibile sulle altre tre facciate, oppure può rimanere aperto sui tutti i quattro lati, con installazione libera e 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞; questa tipologia è di forte impatto estetico perché, non avendo elementi di chiusura, le fiamme saranno completamente visibili da ogni angolazione dando un tocco di classe e originalità all’intero ambiente.

 

 

 

Anche le tanto amate 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐞 vengono spesso utilizzate come divisori.
Consentono di rendere l’ambiente ancora più personale, senza appesantirlo e in base alla loro struttura possono essere aperte quando hanno scaffali a vista, oppure chiuse con ante, sportelli o vetrine.
Anche in questo caso il mercato dispone di differenti modelli, a partire dalla classica 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 che lascia intravedere i ripiani e le mensole varie, in cui i libri e gli oggetti posizionati diventano elemento di decoro –un esempio è il nostro progetto di libreria divisoria rappresentata nella figura di copertina; quelle 𝐬𝐞𝐦𝐢𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐞, quindi con un’alternanza di vani a vista e scaffalature chiuse da ante, cassetti, contenitori o vetrine per giocare sull’effetto apertura-chiusura in modo bilanciato, senza appesantire l’ambiente e favorendo una buona illuminazione; quelle 𝐝𝐨𝐮𝐛𝐥𝐞-𝐟𝐚𝐜𝐞, sempre aperte e utilizzabili da entrambi i lati; le 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚, che consentono di ridurre lo spazio occupato grazie all’altezza fino al soffitto e la forma sottile, in più possono essere a giorno, quindi aperte, oppure completamente chiuse, separando nettamente gli spazi.

Anche le 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐨 sono una buona alternativa, perché donano più luce naturale agli ambienti; infatti sono un buon compromesso quando si vogliono separare due differenti stanze senza troncare nettamente l’armonia creata dall’open space.
Si potrà scegliere tra le pareti tuttovetro o con i profili in alluminio o telai in legno, combinate con listelli verticali o griglie colorate, con finitura satinata o cannettata, oppure per un arredamento particolare anche una vetrata colorata o serigrafata, quindi con una stampa decorativa. Potranno essere fisse, con varco o con porta, oppure con pareti scorrevoli, ottime quando non si desidera un open space definitivo, separando per esempio l’ambiente della cucina dal salotto, al fine di contenere eventuali odori nella prima stanza.

Le pareti in vetro sono molto valide, sia per quanto riguarda l’adattabilità agli arredi e al mobilio, sia per la loro facile pulizia e la notevole resistenza all’usura. Infine, garantiscono una continuità della luce naturale all’interno dell’open space, combinando l’estetica a una buona visibilità degli oggetti.

Anche 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐮𝐭𝐢 per ambienti possono diventare dei veri e propri divisori: essendo flessibili, si possono adattare alle diverse necessità degli spazi, così come per l’utilizzo di 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐞́ 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢, che molto spesso danno un tocco di stile orientale e possono essere inseriti e adattati a qualsiasi contesto.
Non dimentichiamoci dei 𝐩𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐢, versatili e di facile installazione, che sono presenti sul mercato in differenti tipologie, per esempio a listarelle o a griglia, con materiali che vanno dal legno al metallo. Separano le stanze senza appesantirle, ma con un leggero contrasto, dando un tocco autentico allo stile del mobilio in generale; infatti con questa opzione si può considerare l’integrazione di inserti come mensole e attaccapanni, quindi una soluzione anche pratica e salvaspazio.

Si può giocare anche con l’arredamento per suddividere gli ambienti, soprattutto quando sono molto piccoli e comprendono più aree: per esempio nel nostro progetto di cucina integrata, vediamo come il divano diventi un elemento divisorio, provvisto di una doppia seduta, una per il salotto e una posteriore per il tavolo da pranzo, marcando con leggerezza la separazione tra gli ambienti.

E voi, tra tutte queste possibilità, quale scegliereste?